martedì 17 maggio 2011

Elezioni amministrative 2011




Il mio commento sulle recenti amministrative: "terzo polo" mezzo flop, ma sarà, ahimé, ago della bilancia. SeL migliora le proprie percentuali, ma mi aspettavo molto di piú. La Lega Nord continua a migrare a sud: perde punti a Milano ma va in doppia cifra a Bologna, più del doppio (!) rispetto alle ultime politiche e migliora anche a Ravenna. PD a macchia di leopardo: trionfante a Torino e Bologna, storiche roccheforti, imbarazzante a Napoli, non pervenuto a Reggio Calabria. IdV in netto calo, gli antiberlusconisti hanno cambiato bandiera. Successo del Movimento 5 Stelle, oggi probabilmente andrebbe in Parlamento.


Morale: paese abbastanza confuso e che va a "umore", la gente è comprensibilmente stanca del berlusconismo, ma le alternative latitano e manca una figura credibile e capace di incanalare la voglia di cambiamento. Berlusconi dal canto suo può contare ormai solo sul suo zoccolo duro di fedelissimi, ma non basterà. Un grande sconfitto dunque, ma nessun vero vincitore (a parte forse Grillo, ma è ininfluente). Temo fortemente che il prossimo governo sarà una grosse koalition di ispirazione democristiana.


Ovvero, dalla padella al forno crematorio... 

mercoledì 27 aprile 2011

Medicina alternativa e/o complementare

Negli ultimi giorni è divampata la polemica sull'utilizzo di terapie alternative/complementari negli ospedali italiani. Non è mia intenzione esprimermi in merito all'agopuntura ed alla sua presunta efficacia, perchè riconosco che ne so troppo poco per esprimere un giudizio informato. Ma l'omeopatia...

Posso capire le case farmaceutiche che promuovono i farmaci omeopatici, per loro è una semplice questione di soldi: chi ha studiato Chimica, Farmacia o Medicina sa bene quale enorme numero di costosissimi test debbano essere svolti dalle industrie farmaceutiche prima di poter commercializzare un farmaco vero, mentre per i farmaci omeopatici tutti questi test non sono necessari. Capisco dunque il motivo che spinge le case farmaceutiche a spingere questo tipo di prodotto. Quello che non capisco è come tanta gente possa cascarci: trovo di una tristezza abissale il fatto che nel 2011, oltre duecento anni dopo l'Illuminismo, novantacinque anni dopo la pubblicazione della Teoria della Relatività Generale, ottantacinque anni dopo la pubblicazione dell'Equazione di Schrödinger, cinquant'anni dopo il viaggio di Yuri Gagarin nello spazio, ci sia ancora tanta gente disposta a credere nell'omeopatia. Mi chiedo se l'utente medio conosca i princìpi sui quali si fonda questa pratica bizzarra:

1) Similia similibus curentur (no, non è presa da Harry Potter). O, in altre parole, chiodo scaccia chiodo: soffri di nausea? Allora occorre somministrare una sostanza che induca la nausea. Soffri di insonnia? Prendi uno stimolante. Geniale eh? Secondo la stessa logica, per farsi passare gli effetti di una sbronza occorrerebbe bere ancora di più ma curiosamente con me non ha mai funzionato.

2) Un farmaco omeopatico è tanto più potente quanto più risulta diluito. Hai solo un po' di mal di pancia? Prendi una dose massiccia di farmaco. Se invece ti pieghi in due dal dolore, prendine pochissimo. In teoria, i farmaci omeopatici più potenti sono quelli che non contengono più alcuna traccia di principio attivo.

A questo punto perchè perdere tempo dal medico? Se si è disposti a credere a queste sciocchezze, tanto vale andare dallo sciamano...

martedì 19 aprile 2011

Rivoluzionari e ribelli

Oggi si terrà un'Assemblea di Ateneo sullo sciopero indetto dalla CISL e sullo stato dell'Università e dell'istruzione in Italia. Argomento importante, intenti nobilissimi. Tramite un social network, ho avuto modo di controllare quante e quali persone avessero espresso la loro intenzione di partecipare a questa assemblea: in mezzo a qualche ricercatore e studente universitario, ho visto tanti ragazzini delle medie, punk, attivisti dei centri sociali...

Nel corso degli anni, nel mio perpetuo peregrinare alla ricerca del Santo Graal politico-sociale, mi sono imbattuto in tutto uno spettro di ideali e teorie. Dopo aver fatto conoscenza con decine e decine di scuole di pensiero e di -ismi assortiti la distanza che mi separa dal succitato Graal non è cambiata, ma ho almeno avuto modo di registrare una tendenza interessante: più un'idea assume i contorni di un ideale, maggiore è la percentuale di idioti e di esaltati tra i sostenitori di quell'idea. E lo dico con profonda tristezza, in quanto io, mio malgrado, sono un idealista.

Credo che sia questo uno dei principali motivi per cui, detto in layman's terms, "il mondo va male": tutti i movimenti che si propongono di promuovere realmente gli interessi delle masse, sia che le "masse" siano un singolo popolo (destra) che gli sfruttati di tutto il mondo (sinistra), attirano inevitabilmente una grande quantità di esaltati intellettualmente deboli, la presenza dei quali può avere i suoi vantaggi quando la parola cede il passo al fucile, ma che in tempo di pace risulta fortemente controproducente.

I movimenti rivoluzionari tendono purtroppo ad essere assai poco selettivi nella scelta dei loro amici e sostenitori (anche se, paradossalmente, possono diventare estremamente settari). Io temo sia proprio questo il principale motivo per cui, a meno di condizioni estremamente favorevoli, questi movimenti non si espandano mai in modo significativo ed auspico che inizino a prendere consapevolezza di questo grave limite che ne inibisce lo sviluppo.

Perchè le rivoluzioni si fanno con i rivoluzionari, non con i ribelli.

martedì 12 aprile 2011

Sinistra e xenofobia

Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro della xenofobia. Dopo i successi, talvolta clamorosi, registrati in Ungheria, Irlanda, Francia, Olanda, Austria, Italia, Svezia e Norvegia da parte dei partiti di ispirazione etnocentrica, anche in Svizzera il crescente sentimento anti-immigrato si è manifestato con una netta vittoria della versione ticinese della Lega Nord. Oggetto dell'astio locale in questo caso, oltre ad africani e turchi, anche gli italiani.

Al fine di formulare un'analisi oggettiva ed utile, entro i limiti di quel che si può fare in un singolo post su un blog sconosciuto, sulle cause di questa situazione, credo sia necessario tralasciare per un minuto qualunque discorso di tipo "giusto o sbagliato" sulle posizioni sostenute dai vari Le Pen, Haider, Fortuyn e Bossi. Buoni o cattivi, non è questo che conta: loro rappresentano una certa porzione dell'elettorato, sono stati eletti, democraticamente, per dire le cose che dicono e per fare le cose che fanno. È il loro lavoro: non ci si può certo attendere un atteggiamento diverso da partiti come i loro.

L'immigrazione in continua crescita proveniente da paesi poveri con usanze radicalmente diverse dalle nostre ha portato dei vantaggi, sia in termini di forza lavoro che di ricchezza culturale, ma ha portato anche, come era inevitabile, delle sfide, degli attriti, dei problemi. E come sempre, la ripartizione dei vantaggi e degli svantaggi non è stata equa: la manodopera a basso costo ha fatto la fortuna degli imprenditori, la ricchezza culturale ha deliziato i palati fini delle élite intelettuali, mentre al ceto medio-basso delle periferie sono toccati la microcriminalità e le scuole a maggioranza di stranieri.

Naturalmente, il malcontento ha iniziato a diffondersi tra le categorie più disagiate degli autoctoni, i quali spesso, oltre a trovarsi a fronteggiare da soli i problemi, non disponevano neanche degli strumenti culturali necessari per adeguarsi ad una società che stava cambiando in fretta: difficile pensare che la transizione sia stata indolore, per un onesto lavoratore con la terza media cresciuto nell'Italia di Don Camillo e Peppone e proiettato, in meno di vent'anni, in una realtà nella quale la metà dei nomi sul citofono del palazzo sono africani o sudamericani.

Le destre ovviamente hanno colto la palla al balzo: come dicevo, è il loro lavoro.

Che dire invece dei partiti moderati, per non parlare di quelli di sinistra o presunti tali? Per anni hanno liquidato tutto come "razzismo", esortando l'operaio, la cassiera, il pensionato ad essere più aperti e più ospitali. "Non c'è nessun problema!", è stata per anni l'unica risposta del centro-centrosinistra-sinistra, "Smettila di fare il razzista". Una fetta crescente della popolazione avvertiva un disagio e chiedeva rassicurazione e soluzioni, ma moderati e post-sessantottini hanno risposto con sdegno ed alterigia. Lasciando, colpevolmente, campo completamente libero ai loro diretti avversari, i quali hanno abilmente trasformato quel disagio in fastidio, senza essere minimamente ostacolati.

Prima che i Bossi e i Le Pen di tutta Europa completino l'opera e trasformino quel fastidio in rabbia ed odio (e credo che ormai non manchi più molto...), sarebbe opportuno che i moderati e le presunte sinistre, fermi restando i princìpi della solidarietà e dell'apertura mentale, rivedessero alcune delle proprie posizioni riguardo ai problemi relativi all'immigrazione. Un buon punto di partenza sarebbe riconoscere finalmente che tali problemi esistono, che non sono solo il frutto marcio della perversa fantasia di Borghezio o di qualche nazi skinhead. Un bel passetto in avanti si potrebbe inoltre fare rinunciando all'immagine del "povero immigrato", mi permetto di citare un'intervista comparsa su Liberazione (non La Padania) ad una scrittrice italo-somala (non il generico signor Brambilla Fumagalli):

Penso che finché prevarrà l’immagine del migrante vittima, la sinistra continuerà a perdere le elezioni mentre la destra, che cavalca il sentimento opposto, continuerà a vincerle. L’atteggiamento buonista e compassionevole deriva dalla scarsa professionalità

Ribadisco: parole di una donna figlia di immigrati.

Infine, se posso permettermi di proporre una possibile soluzione, sarebbe cosa utile e buona se la sinistra facesse finalmente del laicismo (sì, ho detto proprio laicismo) uno dei suoi valori fondamentali ed imprescindibili: aboliamo l'ora di religione nelle scuole e dedichiamola all'insegnamento delle scienze. Promuoviamo la laicità ed incoraggiamo le forme di spiritualità, per quelle persone che proprio non possono farne a meno, che non prevedono la presenza di preti, imam, rabbini e sacerdoti assortiti. Tassiamo tutte le religioni, tutte le loro proprietà e tutte le loro entrate, offrendo sgravi fiscali per quelle che contribuiscono maggiormente con offerte per opere laiche di carità o per la ricerca medica, punendo con multe pesanti qualsiasi istigazione all'odio, alla violenza, all'emarginazione, alla discriminazione. La religione, dopo la povertà, è senza dubbio una delle maggiori barriere che si oppongono ad una vera integrazione degli immigrati. Minore sarà la presa della religione sulle menti, meno intenso sarà il concetto di "diverso" avvertito tanto dal signor Brambilla quanto dal signor Khalil.

Ecco, queste sono le mie proposte, questa la mia ricetta per affrontare la questione dell'immigrazione "da sinistra". Forse non funzionerebbe neanche così, forse sto sbagliando tutto, non lo so. Quello che so è che sono vent'anni che moderati e sinistra continuano a perdere terreno a favore dei loro avversari ed in qualunque contesto, quando vedi che dopo vent'anni continua ad andarti male, significa che forse è giunto il momento di cambiare tattica e provare qualcosa di nuovo.

Altrimenti nelle sedi della Lega Nord e dei partiti di destra di tutta Europa si continuerà a stappare bottiglie di spumante ad ogni tornata elettorale.

domenica 10 aprile 2011

Meraviglie del capitalismo

Stando a questo articolo del New York Times (non proprio una testata di ispirazione marxista-leninista) la General Electric, la più grande corporation degli U.S.A., nel 2010 ha riportato più di 14 miliardi di dollari di profitto. Le tasse che ha versato nello stesso anno?

0 $. Anzi, grazie alle acrobazie di un apposito reparto-tasse di oltre novecento commercialisti, è addirittura il fisco ad essere in debito con loro di qualcosa come tre miliardi di dollari.

Tutto questo mentre stando a CBS News (non proprio il Gazzettino di Togliattigrad) il 25% (!) dei bambini e ragazzi negli USA vive al di sotto della soglia della povertà. Tutto questo mentre i Repubblicani ed, in particolare, i Tea Party spingono affinchè la pressione fiscale venga ulteriormente alleggerita sulle imprese e sulla fascia benestante della popolazione mediante tagli all'educazione, alla sanità ed all'assistenza sociale. Tutto questo mentre, secondo uno studio della Harvard Medical School (non proprio il bollettino settimanale della parrocchia), 45000 persone negli USA muoiono ogni anno perchè non possono permettersi un'assicurazione medica e dunque non hanno accesso alle cure mediche essenziali.

Bene signori, questo è il capitalismo. A qualcuno sembra un buon sistema? Non sarebbe opportuno iniziare a muoversi in una direzione diversa?